Il pittore

E poi c’è lui, Aldo il pittore.
Ricapitoliamo, così, giusto per fare chiarezza.
La vita mi ha portato a fare l’operatore in un dormitorio di Milano, in via Mambretti 33, nel cuore di Quarto Oggiaro.
Il posto è un crocevia tra disperazioni, occasioni sprecate, schiaffi ricevuti dalla vita e chi più ne ha più ne metta…
Dicevo, li ho conosciuto Aldo che nella vita ha sempre fatto il pittore.
È l’ultimo vivente della vecchia scuola di Brera. Ha le idee molto chiare, tanto è vero che in una delle poche occasioni in cui abbiamo parlato, probabilmente complici i fumi dell’alcol che lo hanno fatto un po’ sbottonare, mi ha raccontato della sua vita.
Oddio’ raccontato…, diciamo che mi ha fatto delle riflessioni, fondendole con aneddoti del suo passato.
Mi ha raccontato di quando ha tappezzato Milano, nel lontano ’92, con migliaia di manifesti incitanti la ribellione. E di come per questo è stato denunciato come un comune rubagalline. I manifesti incitavano la popolazione a ribellarsi a questo potere marcio (anche allora la situazione era la medesima…), ad alzare la testa e a riprendersi una cosa da nulla, ossia la dignità. Tutti pensieri che da qualche anno sono i miei insomma…
Mi ha detto che non ha mai voluto avere un padrone, e con orgoglio mi ha detto di non avere mai lavorato e di avere sempre dipinto per mantenersi. Mi ha colpito molto la sua affermazione: solo i cani hanno un padrone.
Dopo questo incontro ho fatto delle ricerche sulle sue opere. Ne ho trovate parecchie sul mondo virtuale.
Mi piacciono, mi piace il suo stile. Essenziale e visionario. Tratti decisi e mondi irreali.
Il risultato è semplice: sono rimasto ancora una volta con l’amaro in bocca.
Possibile che persone come Aldo non possano più trovare un posto nella nostra società? Possibile che debbano vivere la loro vita da emarginati?
Tutto questo non fa che rafforzare la mia convinzione che c’è qualcosa di veramente spaventoso nella deriva che abbiamo imboccato e che se non facciamo qualcosa al più presto saremo costretti a vivere il resto della nostra vita da schiavi.
Grazie Aldo di avermi regalato frammenti del tuo essere.
Buona vita…

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